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IL VALORE ECONOMICO DEGLI STABILIMENTI BALNEARI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 06 Maggio 2016 10:54

 

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Gli stabilimenti balneari: i principali dati del settore

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Gli stabilimenti balneari: revisione dello studio di settore

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Cna Balneatori pubblica lo studio sui principali dati del settore su un campione di 5.785 imprese utili per individuare il valore d'impresa delle aziende balneari suddivise in 12 cluster.

 L'analisi predisposta dall'Ufficio Politiche Fiscali di CNA nazionale, contenuta negli allegati, è assolutamente realistica in quanto desunta dalla revisione dell'ultimo "studio di settore 2014" (Agenzia delle Entrate e SO.SE.) alla cui stesura hanno partecipato le organizzazioni di categoria di rappresentanza del settore tra le quali CNA Balneatori.

 Aggiungo che ritengo fondamentale giungere ad una definizione analitica del valore d'impresa per tipologia di azienda balneare in funzione delle sue caratteristiche affinchè possa trovare in uno dei 12 "cluster" dello studio un corrispondente criterio di valutazione.

 In questo modo qualsiasi impresa, non solo quelle di grande dimensione, ricondotta ad un cluster, avrà una base economica di riferimento per individuare e quantificare il valore della propria azienda. Questo metodo di lavoro e modello di analisi potrebbe essere garantito all'interno di una norma giuridica nell'ambito di una legge che legittimi la non inerenza della Direttiva Servizi per il sistema balneare italiano e scongiuri aste ed evidenze pubbliche.

Si tratta infatti di stabilire, per ogni cluster, un coefficiente di redditività da applicare come moltiplicatore alle medie dei ricavi degli ultimi tre oppure cinque anni. Al risultato così prodotto vanno, altresì, aggiunti - da parte di ogni singola impresa - il valore dei manufatti (stabilimento, cabine,ecc... ) e dell'avviamento commerciale.

 Tale valore d'impresa renderebbe sia in ambito regionale che nazionale la reale portata del ruolo economico e sociale ( investimenti, occupazione, qualità, attività di pubblica utilità, caratterizzazione ambientale,...)messo in campo dal sistema attrezzato della balneazione italiana.

Risulterebbe, inoltre, uno strumento utile per comunicare al sistema istituzionale italiano e comunitario l'eccezionale ruolo che 30,000 imprese balneari interpretano nello scenario sociale ed economico del nostro Paese.

Rappresenterebbe, altresì, una valida analisi socio-economica (anche sul valore del PIL) che questo settore esprime ai livelli nazionale e territoriale dalla quale non sarà possibile esimersi laddove non si mettano in campo e fino in fondo tutti gli elementi (politici, sindacali, giuridici e istituzionali)per tutelare adeguatamente il comparto balneare evitando aste ed evidenze pubbliche alle imprese in attività.

 Nel caso dei concessionari demaniali cosiddetti "pertinenziali " il cui manufatto è incamerato e acquisito al patrimonio indisponibile dello Stato andrebbe previsto un coefficiente maggiore che almeno compenserebbe i canoni demaniali esosi versati oggetto di revisione da parte del Governo centrale attraverso il tentativo dell'abrogazione del moltiplicatore derivante dall'O.M.I..

 Il valore d'impresa costituisce tuttavia solo uno degli elementi di una legge regionale e/o nazionale che nella propria norma principale - secondo la linea sindacale che rappresento e che esprime CNA Balneatori - necessariamente deve prevedere la proroga di trent'anni indispensabile per dare continuità aziendale alle attuali imprese vigenti e allo stesso tempo per assodare la non inerenza della Direttiva Servizi in sede comunitaria.

 Il ruolo della Regione Liguria e della Regione Abruzzo, attraverso i coordinatori nazionali per il Demanio e il Turismo, è stato fondamentale nei tavoli di confronti per ribadire la necessità della proroga.

 La posizione del Governo parrebbe di attesa rispetto alla sentenza e di conseguenza all'assumere decisioni di carattere normativo.

 Quanto al responso: non è assolutamente scontato, soprattutto riguardo alle motivazioni circa la non scarsità della risorsa spiagge che potrebbe consentire una riapertura almeno del negoziato con l'Ue sul cosiddetto "doppio binario" (periodo transitorio per le imprese in attività e procedure comparative solo per nuove concessioni).

 Qualsiasi anticipazione normativa rispetto alla sentenza della Corte di Giustizia UE - oramai prevista per il prossimo autunno - sulla legittimità della proroga in essere (2020) che non contenga una proroga adeguata depotenzierebbe il risultato e la sintesi frutto del faticoso confronto tra Governo, Regioni e Sindacati che hanno portato- almeno per questi ultimi due - ad una piattaforma di istanze pressoché comune seppur non unitaria.

 Il tempo che intercorrà tra oggi ed il licenziamento di una legge sul valore d'impresa valutato come succitato servirà a farla risultare più completa alla luce della prosecuzione del confronto istituzionale e delle iniziative sindacali messe in campo, come consuetudine, nel primo periodo autunnale e quindi proprio a ridosso della sentenza.

 I punti centrali della "questione balneare italiana" per Cna Balneatori sono e restano tre:

 

a.- la definizione di una proroga delle attuali concessioni non inferiore a 30 anni;

 

b.- l'adozione di una linea politica differenziata, che consenta, per il periodo della proroga, il mantenimento delle concessioni in essere e preveda l'immediato ricorso a procedure comparative nei confronti delle nuove concessioni, in presenza di una pluralità di richieste (il cosiddetto "doppio binario");

 

c.- l'abrogazione della norma nazionale che estende alle concessioni balneari italiane la Direttiva Bolkestein e il riconoscimento, in ambito europeo, della peculiarità del comparto balneare italiano.

 

 Cna Balneatori, il sindacato che rappresento, continuerà senza indugio a sostenere 30 anni di proroga e la non inerenza della Direttiva Servizi per il comparto balneare italiano.

 Questo è un contributo di pensiero utile all'imbastitura di una norma che sarà strategica per la questione balneare italiana se anche nella tempistica darà forza e non indebolirà questa istanza, avanzata al governo ed all'UE. 

Cordiali Saluti,
Cristiano Tomei
Coordinatore Nazionale
CNA Balneatori


Ultimo aggiornamento Martedì 10 Maggio 2016 11:37
 

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