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Toscana: adesso si valutino gli atti formali senza procedure comparative. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 05 Luglio 2016 09:03

ravenna tomei

Io sottoscritto, Cristiano Tomei, nella mia qualità di coordinatore nazionale CNA Balneatori, in rappresentanza degli interessi delle imprese balneari associate,

PREMESSO

che il Consiglio dei ministri, il 30 giugno scorso, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie - Enrico Costa - ha esaminato sedici leggi delle Regioni e delle Province Autonome e, per alcune di esse, ha deliberato un procedimento di impugnativa;

 

che tra queste leggi è compresa la Legge della Regione Toscana n. 31, del 09/05/2016, nei confronti della quale sono state adottate le seguenti motivazioni:

 

«Disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime. Abrogazione dell'articolo 32 della l.r. 82/2015", in quanto una norma riguardante le nuove concessioni demaniali marittime a scopo turistico ricreativo invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di tutela della concorrenza e di tutela del paesaggio di cui all'art. 117, secondo comma, lett. l), e) e s), della Costituzione. Un'altra norma riguardante l'affidamento a terzi delle attività oggetto di concessione demaniali marittime a scopo turistico ricreativo invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, in violazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione.»

CHIEDE

che i Comuni:

 

1) valutino le istanze inoltrate tramite l'iter del cosiddetto atto formale secondo la procedura che si richiama alla norma nazionale, quindi senza le procedure comparative previste nella legge regionale toscana impugnata;

 

2) provvedano alla validazione di una più lunga durata delle concessioni in essere (da 6 a 20 anni) in base ai programmi di investimento presentati, senza che si proceda alla riconsegna della concessione esistente;

 

3) prevedano tra gli investimenti funzionali ad una più lunga durata delle concessioni in essere anche quelli già effettuati e non ancora ammortizzati;

 

4) prevedano anche il valore economico, sociale, occupazionale, ambientale,  dell'azienda balneare;

 

I punti che precedono sono compatibili e  non svincolabili dalla richiesta di 30 anni di proroga sostenuta da CNA Balneatori, necessaria per garantire una adeguata durata delle attuali imprese, il cui destino non può essere in ogni caso essere considerato a termine sulla base di motivi di ordine meramente burocratico e, soprattutto, necessaria per assodare il principio fondamentale della non inerenza con il comparto balneare della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, conosciuta anche come Direttiva Servizi o Direttiva Bolkestein.

 

Con osservanza.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Luglio 2016 14:44
 

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