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Concessioni demaniali marittime, la rabbia dei balneatori Cna: ignorate le nostre ragioni dalla Corte di Giustizia Europea, ora categoria mobilitata. PDF Stampa E-mail
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Giovedì 14 Luglio 2016 09:53

CRISTIANO TOMEI, COORDINATORE NAZIONALE CNA BALNEATORI: "Tuteleremo le nostre aziende. Ora chiediamo alla politica di farsi sentire in Europa perchè non si dissolva l'economia turistica nazionale insieme al lavoro di 30.000 imprese balneari italiane. Sulla non limitatezza della “risorsa spiaggia”, un altro dei motivi centrali della difesa dei balneari,”… la Corte sottolinea che spetta la giudice nazionale verificare, ai fini dell’applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni…”. Su questo aspetto apriremo un confronto con il Governo per la ripartenza del negoziato sul “doppio binario” che preveda la continuità aziendale per le attuali imprese balneari."

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 COMUNICATO STAMPA

Spiagge

CNA Balneatori: “Il governo predisponga urgentemente misure che permettano agli imprenditori di esercitare la propria attività”

 

“Il pronunciamento negativo della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, in Lussemburgo, relativa alla proroga delle concessioni demaniali marittime al 2020, rappresenta un colpo durissimo per l’intero sistema turistico nazionale. Tocca adesso al governo trovare gli strumenti che consentano alle 30mila imprese balneari italiane di proseguire la propria attività, garantendo gli investimenti realizzati, i livelli di occupazione e il lavoro di una vita”. Lo afferma il responsabile nazionale di Cna Balneatori, Cristiano Tomei, secondo il quale la scelta della Corte – relativa a una decisione del Tar della Lombardia di prorogare al 2020 una concessione nel comprensorio bresciano dei laghi di Garda e di Idro – “non ha voluto tener conto degli importanti rilievi mossi in giudizio dai nostri legali, che avevano rappresentato le ragioni delle imprese del turismo balneare italiano, eccependo in particolare la non applicabilità, al caso specifico, della Direttiva servizi dell’Ue, meglio conosciuta come Direttiva Bolkestein”.

“Invece – prosegue - sulla non limitatezza della «risorsa spiaggia», un altro dei motivi centrali della difesa dei balneari, la Corte sottolinea che spetta la giudice nazionale verificare, ai fini dell’applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni. Su questo aspetto apriremo un confronto con il governo per far ripartire il negoziato sul «doppio binario» che preveda la continuità aziendale per le attuali imprese balneari”.

I balneatori Cna annunciano lo stato di mobilitazione della categoria e chiedono che il governo predisponga, “attraverso lo strumento tipico dell’urgenza, ovvero il decreto-legge, le misure che permettano ai nostri imprenditori di poter esercitare, in piena legittimità, la propria attività nelle attuali concessioni in considerazione che questo pronunciamento cade nel pieno della stagione turistica estiva».

«Alla politica - conclude Tomei - chiediamo infine di aprire un negoziato con gli organismi comunitari, sin qui troppo timido e inefficace rispetto ai diktat di Bruxelles, che permetta a migliaia di imprese di contare su un lungo periodo di certezza nell’esercizio della propria attività. Un obiettivo che l’Italia potrà raggiungere, valorizzando le peculiarità e specificità del nostro sistema turistico costiero, facendo fronte comune con altri Paesi dal turismo costiero simile al nostro, come Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia, interessati quanto l’Italia alla revisione della Direttiva Bolkestein in materia di servizi e favorevoli all’attività delle attuali imprese turistiche della balneazione».

 Roma, 14 luglio 2016  

LOCANDINA COMUNICATO STAMPA COMMENTO CNA BALNEATORI SU PRONUNCIA CORTE DI GIUSTIZIA-1

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IL COMUNICATO STAMPA DI 

CNA BALNEATORI

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Spiagge: Corte Ue boccia proroga concessioni Italia


BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 14 LUG - Con la sentenza di oggi, la Corte rileva che in punto di diritto spetta ai giudici italiani verificare se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazione per via della scarsità delle risorse naturali, che è la fattispecie in cui si applica l'articolo 12 della direttiva servizi. In questo caso la Corte ha precisato che il rilascio delle autorizzazioni per lo sfruttamento economico delle spiagge "deve essere oggetto a una procedura di selezione tra i potenziali candidati, che deve presentare tutte le garanzie di imparzialità e trasparenza, in particolare un'adeguata pubblicità". I giudici di Lussemburgo hanno quindi rilevato che "la proroga automatica delle autorizzazioni non consente di organizzare una siffatta procedura di selezione".
La Corte osserva che "certamente" l'articolo 12 consente agli stati membri di "tenere conto di motivi imperativi di interesse generale quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni in modo che essi possano ammortizzare gli investimenti effettuati".
"Tuttavia - aggiungono i giudici - considerazioni di tal genere non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione".
La Corte inoltre afferma che, nel caso in cui giudici italiani dovessero ritenere la direttiva europea non applicabile in certi casi specifici ma ci fosse un interesse transfrontaliero (ad esempio per località di particolare pregio turistico o nelle zone più vicine al confini terrestri della penisola), la proroga automatica "costituisce una disparità di trattamento a danno delle imprese con sede negli altri stati membri e potenzialmente interessate". Quindi anche in questo caso andranno organizzate gare per la concessione, aperte alla concorrenza europea. (ANSA).

 

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BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 14 LUG - La Corte europea ha bocciato la proroga automatica decisa dall'Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020.
Riprendendo le conclusioni dell'avvocato generale di febbraio scorso nelle cause che coinvolgono gestori sardi e la Promoimpresa operante sul Lago di Garda, i giudici oggi hanno sentenziato che il diritto dell'Unione è contrario alla proroga automatica in assenza di gare, in particolare per le strutture con "interesse transfrontaliero certo". (ANSA).

 

 

Corte di giustizia dell'Unione europea

COMUNICATO STAMPA n. 77/16

Lussemburgo, 14 Luglio 2016

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locandina sentenza-corte-UE-14-luglio-2016-1

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per visualizzare il comunicato stampa n.77/16

della Corte di giustizia dell'Unione europea 

 

locandina dispositivo sentenza2016 07 14 CGUE-1

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per visualizzare il Dispositivo della Sentenza

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Luglio 2016 09:26
 

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