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Riconoscere il legittimo affidamento per le attuali concessioni e la no scarsità del bene spiaggia. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 19 Luglio 2016 10:45

Tomei, Cna Balneatori:" dopo la norma-ponte <<salva imprese>> adesso è necessario approvare un ordine del giorno che riconosca il legittimo affidamento per le attuali imprese balneari e riavvi immediatamente la ricognizione-tramite regioni e comuni costieri- sulla disponibilità degli arenili per asserire la non scarsità del bene spiaggia e delle concessioni demaniali marittime italiane".

ravenna tomeiDopo la norma ponte salva imprese approvata con l’emendamento al decreto Enti locali che ripristina la legittimità delle concessioni in essere, pendenti successivamente alla sentenza della Corte di Giustizia europea, adesso è di fondamentale importanza la predisposizione di un ordine del giorno che ottenga il via libera da Governo e Parlamento e che prenda atto delle risoluzioni contenute nella pronuncia della Corte di Giustizia del 14 luglio scorso nelle cause riunite C‑458/14 e C‑67/15 Promoimpresa S.r.l./Consorzio dei comuni della Sponda Bresciana del Lago di Garda e del Lago di Idro e a. e C-67/15 Mario Melis e a./Comune di Loiri Porto San Paolo e a. e più in generale sulle concessioni demaniali marittime italiane.

In particolare Cna Balneatori ritiene necessario sostenere quanto riportato ai punti 43 e 71 (che riproponiamo di seguito)della citata sentenza:

<<43). Per quanto riguarda, più specificamente, la questione se dette concessioni debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali, spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto. A tale riguardo, il fatto che le concessioni di cui ai procedimenti principali siano rilasciate a livello non nazionale bensì comunale deve, in particolare, essere preso in considerazione al fine di determinare se tali aree che possono essere oggetto di uno sfruttamento economico siano in numero limitato.>>

<<71). Infine, nei limiti in cui il governo italiano fa valere che le proroghe attuate dalla normativa nazionale mirano a consentire ai concessionari di ammortizzare i loro investimenti, occorre precisare che una siffatta disparità di trattamento può essere giustificata da motivi imperativi di interesse generale, in particolare dalla necessità di rispettare il principio della certezza del diritto (v., in tal senso, sentenze del 17 luglio 2008, ASM Brescia, C‑347/06, EU:C:2008:416, punto 64, nonché del 14 novembre 2013, Belgacom, C‑221/12, EU:C:2013:736, punto 3.>>

Anche il comunicato stampa n. 77/16 diramato il 14 luglio a seguito della citata sentenza della Corte di giustizia un Lussemburgo dell’Unione europea, sembra confortarci nelle nostre tesi nel momento in cui in due suoi "passaggi" espone che:

<<Con l’odierna sentenza, la Corte sottolinea, anzitutto, che spetta al giudice nazionale verificare, ai fini dell’applicazione della direttiva, se le concessioni italiane debbano essere oggetto di un numero limitato di autorizzazioni per via della scarsità delle risorse naturali.>>

<<Certamente l’articolo 12 della direttiva consente agli Stati membri di tener conto, nello stabilire la procedura di selezione, di motivi imperativi di interesse generale, quali, in particolare, la necessità di tutelare il legittimo affidamento dei titolari delle autorizzazioni di modo che essi possano ammortizzare gli investimenti effettuati. Tuttavia, considerazioni di tal genere non possono giustificare una proroga automatica, qualora al momento del rilascio iniziale delle autorizzazioni non sia stata organizzata alcuna procedura di selezione.

L’articolo 12 della direttiva osta, pertanto, a una misura nazionale che, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, prevede la proroga automatica delle autorizzazioni di sfruttamento del demanio marittimo e lacustre per attività turistico-ricreative.>>

Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Luglio 2016 08:17
 

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