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Roma. Presidenza CNA Balneatori, approvato il Documento per il confronto territoriale con le forze politiche e istituzionali. PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 10 Gennaio 2018 12:21

Tomei, CNA Balneatori: " L'analisi del Parlamento europeo sulle concessioni balneari, di cui abbiamo appena appreso notizia, conferma in pieno la linea sindacale di CNA Balneatori sul Legittimo affidamento e doppio binario. Continuiamo la nostra azione sindacale e giuridica per affermare, secondo i principi comunitari,  la non inerenza del comparto balneare con la Direttiva Servizi e per scongiurare definitivamente aste ed evidenze pubbliche per le attuali imprese ".

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Ecco il Documento - approvato al termine dei lavori della Presidenza del 9 gennaio- attraverso il quale, nell’ambito delle proposte e delle iniziative della nostra Confederazione, programmare il confronto a livello territoriale con le forze politiche e istituzionali sui temi della questione balneare italiana per la Legislatura 2018-2023,

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 sintesi posizione e istanze sindacali

Questione Balneare Italiana
CNA Balneatori

chiede

• Continuità aziendale, secondo la tutela del legittimo affidamento, per scongiurare le evidenze pubbliche e le aste per le attuali imprese balneari al fine di ridare una condizione di stabilità per un tempo indeterminato alle attuali imprese balneari.

• Riapertura del confronto in Europa affermando, per una corretta interpretazione ai principi comunitari , la non inerenza del comparto con la Direttiva europea dei Servizi, con la modifica e integrazione degli articoli 10 e 16, comm1 del Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n.59 “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno", nel seguente modo (in corsivo e in grassetto le parti di cui si chiede la modifica e l’integrazione):

Titolo II - Disposizioni in materia di accesso ed esercizio delle attività di servizi
Capo I
(Disposizioni generali sull'accesso e l'esercizio delle attività di servizi)
Art. 10
(Libertà di accesso ed esercizio delle attività di servizi)
1. Nei limiti del presente decreto, l'accesso e l'esercizio delle attività di servizi costituiscono espressione della libertà di iniziativa economica e non possono essere sottoposti a limitazioni non giustificate o discriminatorie, ad esclusione delle attività che conservano la continuità aziendale essendo tutelate dal legittimo affidamento.
Art.16
(Selezione tra diversi candidati)
1. Nelle ipotesi in cui il numero di titoli autorizzatori disponibili per una determinata attività di servizi sia limitato per ragioni correlate alla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche disponibili, le autorità competenti applicano una procedura di selezione tra i candidati potenziali ed assicurano la predeterminazione e la pubblicazione, nelle forme previste dai propri ordinamenti, dei criteri e delle modalità atti ad assicurarne l'imparzialità, cui le stesse devono attenersi. Tali procedure non si applicano laddove, in ambito nazionale, la risorsa non risulti scarsa e di conseguenza non precluda e dunque, non limiti l’accesso e l’esercizio per l’espressione della libertà di iniziativa economica.

• Verifica e certificazione della non scarsità del bene spiaggia e dunque, della conseguente disponibilità, in ambito nazionale, per assodare la non limitatezza della risorsa e garantire la programmazione per nuove iniziative imprenditoriali con la maggiore propensione di strutture a basso impatto ambientale e facilitanti la fruibilità e la sostenibilità delle infrastrutture e della spiaggia.
• Garantire le condizioni di legalità e trasparenza nell'espletamento delle attività rivolte alla gestione del demanio marittimo al fine di una incisiva attività di prevenzione nei confronti di forme di penetrazione o di ingerenza da parte della criminalità;
• Superamento dei valori O.M.I. per i canoni cosiddetti pertinenziali esorbitanti da pagare e impossibili da sostenere per diverse centinaia di imprese balneari.
• Modifica dell’art. 3, comma 4bis Legge 494/1993 nel seguente modo (in corsivo e in grassetto la parte di cui si chiede la modifica e l’integrazione)
4-bis. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 01, comma 2, le concessioni di cui al
presente articolo possono avere durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in ragione dell'entità e della rilevanza economica delle opere da realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del demanio marittimo predisposti dalle regioni e conservano il diritto alla continuità aziendale con la tutela del legittimo affidamento.

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Gennaio 2018 12:53
 

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