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Bandiere Blu, la Fab-Cna: grave l'assenza pescarese PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Maggio 2011 12:06
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Nella messe di risultati lusinghieri conseguiti dalle spiagge abruzzesi nell'edizione 2011 delle Bandiere Blu, stona l'assenza dei tre comuni costieri pescaresi. Lo afferma il segretario regionale della Fab-Cna, Cristiano Tomei, secondo il quale “il buon risultato per la costa abruzzese, conseguito all'immediata vigilia dell'avvio della stagione balneare estiva con l'assegnazione di quindici Bandiere Blu, presenta tuttavia un vistoso neo con l'assenza – a parte la lodevole eccezione del riconoscimento speciale assegnato al porto turistico - dei tre centri costieri, ovvero la città di Pescara, Montesilvano e Città Sant'Angelo”. “Eppure – osserva Tomei – nella graduatoria redatta dalla Fondazione per l'educazione ambientale, la Fee, che tiene conto di 22 diversi parametri di qualità e di efficienza dei servizi, riesce perfino a trovare posto un centro di eccellenza della provincia dell'Aquila, come il lago di Scanno, non si comprende come realtà dalla grande tradizione turistica, quale il tratto di costa dei tre centri pescaresi, ne possa essere esclusa. Se non per evidenti ragioni legate alla sottovalutazione, da parte degli amministratori locali, dell'impatto d'immagine che annualmente l'assegnazione delle Bandiere Blu produce a livello nazionale, contribuendo ad orientare le scelte dei consumatori”. “L'area pescarese – aggiunge il segretario della Fab-Cna – si presenta oltretutto come la principale porta d'ingresso dell'Abruzzo per tutta l'attività turistica regionale, e questo grazie alla presenza dell'unico aeroporto, della principale stazione ferroviaria, del solo porto per passeggeri, del maggiore snodo autostradale, e perché da sempre è quest'area a fornire il principale apporto di servizi, nella stagione estiva, destinati alla regione intera. Dunque, coniugare offerta di servizi a qualità dei luoghi diventa l'imperativo dei prossimi anni”. “A scanso di equivoci – conclude – va detto che si tratta di una carenza storica, che nessuna amministrazione è riuscita a colmare, nonostante l'alternanza di diversi schieramenti politici alla guida dei tre centri. Si tratta dunque di mettersi al lavoro fin da ora per colmare questo vuoto, magari attivando un coordinamento degli amministratori dei tre centri interessati, definendo una strategia comune dell'area, e coinvolgendo in questo progetto le associazioni che rappresentano gli esercenti, i consumatori, le associazioni ambientaliste”.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Maggio 2011 12:12
 

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