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PESCARA, SALA DEI MARMI. ASSEMBLEA UNITARIA DELLE QUATTRO SIGLE MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE DELLA CATEGORIA DEI BALNEARI. PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Dicembre 2011 17:58
balneatori pescara

IMMINENTE INCONTRO CON I CAPIGRUPPO DELLA REGIONE ABRUZZO

PER DISCUTERE L'ORDINE DEL GIORNO

APPROVATO DALL'ASSEMBLEA DEI BALNEARI A PESCARA.

Unazione congiunta dei parlamentari europei per aiutare le piccole imprese turistiche nella loro battaglia per il riconoscimento delle peculiarit dellofferta italiana. Lo ha detto il segretario nazionale dellUdc, Lorenzo Cesa, intervenendo venerd scorso, nella sala dei marmi della Provincia di Pescara, allassemblea convocata dalle principali associazioni del mondo della balneazione - Assobalneari-Confindustria, Fiba-Confesercenti, Sib-Confcommercio e Fab-Cna - sul tema spinoso del rinnovo delle concessioni demaniali marittime. Allappello lanciato dalle quattro sigle (dal titolo "Balneari, ultima chiamata. Fuori dalla direttiva Bolkestein") hanno risposto decine di concessionari, in rappresentanza dei circa 600 balneari sparsi nei centri costieri della regione, che hanno gremito in ogni ordine di posti la sala.

Al termine dellincontro, che ha visto numerosi interventi e la partecipazione di consiglieri regionali (Giuseppe Di Luca, Antonio Menna), parlamentari (Giovanni Legnini e Amedeo Ciccanti),  sindaci, amministratori locali, stato votato un ordine del giorno che verr proposto allattenzione della prossima seduta del consiglio regionale, in programma il 6 dicembre prossimo. Il testo impegna il Presidente Chiodi e la Giunta regionale ad assumere tutte le necessarie iniziative, sia in sede di Conferenza StatoRegioni che in forma autonoma, nei confronti del Governo e della Unione europea affinch sia ottenuta una deroga dallUnione Europea, con lesclusione dallevidenza pubblica per lassegnazione delle concessioni demaniali marittime; sia adottato ogni ulteriore provvedimento idoneo ad evitare la distruzione di un settore economico vitale per leconomia abruzzese e fondamentale per conservare ed accrescere la capacit di attrazione del turismo balneare; sia adottata una legge di riordino normativo in materia di concessioni demaniali marittime ad uso turisticoricreativo  che, anche tramite lutilizzo dei principi contenuti nel decreto sviluppo, possa garantire il futuro alle attuali imprese turistico balneari. Scongiurando la messa allasta e la liquidazione delle imprese balneari italiane ed abruzzesi. A Chiodi, ancora, le sigle del settore chiedono di convocare urgentemente i parlamentari europei eletti nella IV Circoscrizione Italia Meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria ) affinch siano coinvolti in tutte le iniziative per ottenere la deroga dallUnione Europea.

Secondo le associazione dei balneari che hanno promosso lincontro, gli stabilimenti balneari nella nostra Regione hanno raggiunto livelli di significativit economica paragonabile a quella di veri e propri distretti produttivi ed hanno forte rilevanza anche dal punto di vista occupazionale,  come dimostra il calcolo sullapporto dato alloccupazione: circa 3mila addetti  diretti (i concessionari e i loro familiari), oltre ai circa 8mila dipendenti. Una realt complessa, che secondo il documento approvato dai partecipanti allassemblea pescarese costituisce un vero e proprio caso: piccole  imprese, quasi sempre a gestione familiare, che hanno consentito il consolidarsi di una identit culturale e di uno stile di accoglienza non anonimo ma personalizzato, dando vita a un modello italiano e abruzzese di balneazione, che diventato un fondamentale punto di forza della nostra competitivit nel mercato internazionale e nazionale delle vacanze.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Dicembre 2011 10:51
 

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