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ANSA/ BALNEARI: EMENDAMENTI PROROGANO CONCESSIONI A 30 ANNI PREVISTA REVOCA DELEGA A GOVERNO.MOAVERO, ATTENZIONE ALL'EUROPA PDF Stampa E-mail
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Sabato 10 Novembre 2012 23:58

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ANSA/ BALNEARI: EMENDAMENTI PROROGANO CONCESSIONI A 30 ANNI
PREVISTA REVOCA DELEGA A GOVERNO.MOAVERO, ATTENZIONE ALL'EUROPA
(di Valentina Roncati)

(ANSA) - ROMA, 9 NOV - I balneari sono ad un passo
dall'ottenere quanto da tempo vanno chiedendo: scongiurare le
aste per le concessioni demaniali marittime, previste dal 1
gennaio 2016, e vedersi prorogate le licenze per altri 30 anni.
Un gruppo di senatori appartenenti ad un ampio ventaglio di
diverse forze politiche - tra le quali Pdl, Lega, Udc, Pri, Fli,
Io sud ed altre - hanno infatti presentato un emendamento al
decreto Sviluppo, primo firmatario il capogruppo del Pdl al
Senato, Maurizio Gasparri, che prevede la proroga delle attuali
concessioni balneari di 30 anni (la scadenza delle attuali
concessioni non avverrebbe quindi il 31 dicembre 2015 ma nel
2045) e la revoca della delega al Governo per disciplinare la
materia.
L'emendamento, dato l'ampio schieramento che lo ha
presentato, potrebbe essere approvato.
"In Spagna è stato approvato un provvedimento che prevede
il prolungamento delle concessioni balneari addirittura di 75
anni - spiega il senatore Massimo Baldini, tra i firmatari del
emendamento - e che ha sanato tutti gli abusi edilizi, cosa che
sarebbe impossibile in Italia, senza rincorrere in sanzioni da
parte dell'Europa, anzi, ricevendone il plauso. Anche in Francia
e in Portogallo ci sono alcune normative in contrasto con la
direttiva comunitaria: perché solo in Italia dovremmo condannare
a morte un settore che conta quasi 30 mila imprese e oltre 300
mila lavoratori? Secondo noi firmatari non c'é il pericolo che
la Commissione europea, approvando questo emendamento, riapra la
procedura d'infrazione nei confronti dell'Italia". Un altro
emendamento che viene incontro alle richieste dei balneari e'
stato presentato anche da Felice Belisario, presidente dei
senatori di IDV e David Favia, capogruppo di Italia dei Valori
in commissione Affari costituzionali alla Camera.
Plaudono, ovviamente, i sindacati dei balneari
Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna-Balneatori e
Aassobalneari Italia-Confindustria, secondo quali l'iniziativa
dei senatori e' positiva perche' contribuisce ''a risolvere il
problema delle aziende balneari la cui crescita e sviluppo sono
attualmente bloccati dal venire meno, in questa
legislatura, di ogni certezza sulla durata dei titoli concessori
non accompagnata da adeguate norme di tutela delle stesse
aziende".
Sul fronte opposto il ministro per gli Affari europei, Enzo
Moavero oggi ha sottolineato che ''il Governo, e il ministro
Gnudi in prima linea, sono impegnati a trovare una soluzione
condivisa sulla vicenda Bolkestein". Il ministro ha invitato
pero' a tenere presente ''che l'Europa non ci contesta solo la
violazione della direttiva, ma dell'intero Trattato e quindi
dobbiamo ragionare per cercare un punto di equilibrio che
coniughi i legittimi interessi della categoria con il rispetto
delle normative europee, che sono anche normative italiane".
Proprio in questi giorni sarebbe dovuto andare in Consiglio
dei ministri il decreto del Governo sulle concessioni balneari
messo a punto dal ministro Gnudi che prevede che le concessioni
marittime vadano a gara (le Regioni entro il 31 dicembre 2014
dovrebbero definire i bandi) e che la durata sia non inferiore a
6 anni e non superiore a 25 anni per le spiagge e non inferiore
a 30 anni e non superiore a 50 per i porti turistici. Un
decreto, questo, decisamente avversato dagli operatori balneari
i quali da tempo premono affinche' il Governo chieda all'Unione
europea una deroga alla direttiva servizi Bolkestein che dal
2006 prevede l'evidenza pubblica per i servizi sui litorali di
tutta Europa. Contro l'Italia, che non si e' ancora adeguata
alla direttiva, l'Ue apri' una procedura d'infrazione nel 2008
che lo scorso febbraio e' stata archiviata ma che - senza
adeguamenti - potrebbe essere riaperta. Si vedra' presto chi,
tra Governo, Parlamento e balneari, riuscira' a spuntarla.
Il settore e' formato da quasi 30 mila imprese in cui
lavorano, con l'indotto, circa 300 mila persone.  (ANSA).

 

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