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Silvi marina, i balneari vogliono certezze. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 06 Febbraio 2013 00:37

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Tomei, cna balneatori: " dare garanzie ai balneari cha danno tanto all'economia in termini di investimenti e di occupazione. Alla politica chiediamo di riaprire subito la trattativa in europa sulla direttiva servizi".

 

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1° SERVIZIO DI TV6 - 2° SERVIZIO RAI3 TG3 ABRUZZO 

Di seguito vi riportiamo un breve resoconto [ tratto dal quotidiano " il centro "] dell'ASSEMBLEA regionale di tutti i concessionari demaniali organizzata unitariamente dai maggiori sindacati nazionali di settore ( Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti,Cna Balneatori e Assobalneari Confindustria ) e tenutasi ieri a Silvi marina in occasione della 22° edizione del SARAL nell'ambito della Fiera Adriatica.

Erano  presenti moltissimi candidati al Parlamento e diversi amministratori locali e territoriali. Sul Palco, oltre ai candidati, sono intervenuti tutti i vertici nazionali delle istituzioni che in questi mesi passati si sono impegnati  per tentare di risolvere la vertenza dei balneari:

Luciano Monticelli, delegato nazionale A.N.C.I. per il demanio marittimo, Mauro Di Dalmazio, coordinatore nazionale degli assessori regionali al turismo ed Enrico Di Giuseppantonio vice Presidente nazionale U.P.I..

Oltre al Sindaco di Silvi, Gaetano Vallescura hanno portato il loro saluto il Direttore regionale della Cna abruzzese Graziano Di Costanzo e della Confesercenti Enzo Giammarino.

 

Di seguito il servizio apparso sul centro il cui " pezzo " originale riportiamo in  copia di seguito:

 

IL CENTRO
MARTEDÌ, 05 FEBBRAIO 2013

Regione

La rabbia dei balneari: imprese a rischio

A Silvi gestori di stabilimenti in assemblea con i politici contro la direttiva Ue che impone la messa all'asta delle concessioni

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SILVI Erano oltre 300 i balneatori che, ieri pomeriggio, hanno partecipato all'assemblea sul rilancio del turismo balneare tenutosi alla Fiera Adriatica di Silvi, organizzato dalle maggioriori associazioni del settore . I titolari delle concessioni balneari sono arrivati da tutta la costa abruzzese. Il loro intento era quello di capire cosa accadrà ai loro stabilimenti balneari con la direttiva Bolkestein dell'Unione europea che impone la messa all'asta delle concessioni a partire dal 2020. All'assemblea hanno assistito anche alcuni uomini politici candidati. In sala anche i senatori Paolo Tancredi (Pdl) e Giovanni Legnini, e il consigliere regionale, in lista con l'Udc per la Camera, Giorgio De Matteis. A dominare l'assemblea è stata la paura del futuro. «L'incertezza del futuro sta bloccando i nostri investimenti, volevamo dare un futuro ai nostri figli», dice Giuliano Ronca, un balneatore di Silvi. «Ora non sappiamo come muoverci». Ariano Martella, presidente della cooperativa balneatori Pineto-Roseto aggiunge: «Se continua così andremo tutti all'asta. Stanno dando le spiagge in mano alla mafia. Arriveremo ad avere gli autogrill sul mare». Carlo Iampieri, del lido Odeon di Tortoreto, dice «I 5 anni di proroga concessa non sono nulla,qui si sta bloccando il futuro degli investimenti e del turismo: saremo sommersi da cinesi ed europei». «La Spagna», dice Claudio Leone, un balneatore di Giulianova, «ha risolto il problema portando il limite di concessione a 75 anni. Il nostro governo non si è mosso. Siamo abbandonati a noi stessi. Ti fanno passare la voglia di lavorare. Ora quello che si è costruito svanirà nel nulla». In un documento politico- programmatico congiunto, Fiba-Confesercenti, Sib (Sindacato italiano balneatori), Confcommercio, Fab-Cna e Assobalneari-Confindustria chiede alle forze politiche un impegno forte da portare al prossimo Parlamento. Cristiano Tomei, della Cna balneatori, spiega: «La mini proroga dei 5 anni non è frutto della nostra autorevolezza,dobbiamo far valere le nostre ragioni,il nostro sistema balneare poggia sullo sviluppo costiero che deve essere inserito al primo punto delle agende politiche». La risposta dei politici presenti qual è stata? Il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, delegato nazionale Anci al demanio marittimo si è scagliato contro il sistema: «Dei 650 sindaci interessati, più del 90% è contrario alla direttiva Bolkestein. L'Europa non conosce l'Italia: il demanio è invendibile. A Bruxelles ci sono troppi burocrati e funzionari che non sanno niente dei nostri problemi». Il segretario del Pd della provincia di Teramo, Robert Verrocchio, ha aggiunto: «I balneatori non sono come gli ambulanti che si possono spostare. Il turismo è uno dei pochi settori che tira di più e non va offeso». «Ai nostri candidati», sostiene il presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio (Udc), «dobbiamo chiedere un impegno forte.Questo è un Paese che non funziona. La direttiva è solo una 'stupidità'». Domenico Forcella ©RIPRODUZIONE RISERVATA           ________________________________________  

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Febbraio 2013 10:06
 

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