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Scritto da Administrator   
Domenica 05 Maggio 2013 23:19

mondo balneare  

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Lettera, a firma

del Delegato al Demanio

Marittimo Luciano Monticelli,

indirizzata al Presidente del Consiglio Letta

 

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L'appello di Tomei alla politica

 

"AL NUOVO GOVERNO RICORDIAMO LA QUESTIONE BALNEARE ITALIANA."

Dopo il Parlamento, finalmente abbiamo anche un nuovo Governo che, terminata la fase di definizione  con la nomina di Ministri, Vice e Sottosegretari, pu tentare di  iniziare a risolvere i problemi della nostra Nazione. Le versioni interpretative su questa compagine governativa sono svariate. Tra le pi ricorrenti: c chi ritiene che duri poco, appena il tempo di un paio di stagioni, e chi invece  vi ripone le speranze per un mutamento radicale, in meglio.

Credo che ci che interessi realmente al Paese sia la ripresa del lavoro e della crescita per riconquistare almeno la speranza di un futuro, dove tornino prosperit e pace sociale. Per questo, pi che sulla durata dellesecutivo, tra le imprese ci si interroga sulla reale capacit di risolvere i nodi cruciali per la nostra economia. A questo Esecutivo compete la missione di  reperire i mezzi per cogliere gli obiettivi che la gente si aspetta  e metterli sul campo: pi lavoro, pi crescita, riduzione della pressione fiscale, sostegni al credito e al consumo, drastica diminuzione dei debiti della pubblica amministrazione, semplificazione burocratica, rappresentano i principali target del programma di governo.

Tra queste iniziative chiediamo che si torni ad affrontare la questione del turismo balneare,  per una sua definitiva soluzione, al fine di ridare certezza per il futuro ad un settore imprenditoriale ed economico che contribuisce e partecipa fortemente al raggiungimento degli obiettivi governativi appena richiamati. Stando alla ricerca di Unioncamere presentata nellambito della prima edizione degli Stati generali delle Camere di Commercio sulleconomia del mare, la Blue economy delle regioni costiere fa registrare -  in media - un valore aggiunto pari a oltre 800 milioni di euro, con unincidenza superiore al 3% sul totale delleconomia e con circa 300 mila addetti. Le imprese operanti nelleconomia del mare, anche in questo caso, rappresentano pi del 3% rispetto a quelle  complessivamente attive nel Paese. Il moltiplicatore del reddito di questa  forza produttiva e di lavoro, e quindi degli euro messi in circolo sul resto delleconomia per ogni euro prodotto in termini di solo valore aggiunto, pari a 1,3.

Insomma, stiamo parlando dellindustria del turismo e nella fattispecie del turismo balneare e costiero, che tira fuori  numeri da macroeconomia. Per tutelare questi numeri, per far ripartire gli investimenti, ormai fermi, e garantire i livelli occupazionali, evitando aste ed evidenze pubbliche alle attuali concessioni demaniali marittime, insomma per evitare che questa economia ben conosciuta, affidabile, tenace - si fermi,   urgente riaprire in Ue la trattativa sulla questione balneare italiana. Solo con una ferma posizione dellItalia, dalla quale risulti che le attuali concessioni demaniali marittime sono estranee alla cosiddetta Direttiva servizi, cos come indicato nei documenti unitari sottoscritti dai maggiori sindacati del settore ( Sib Confcommercio, Fiba Confesercenti, Cna Balneatori e Assobalneari Confindustria ) si pu fornire una reale prospettiva, oltre la proroga del 2020, a un settore [ quello balneare ] decisivo per la nostra economia.

Le Regioni, le Province e i Comuni noto a tutti si sono espressi per evitare levidenza pubblica. Il Parlamento italiano, con i suoi due rami, ha gi fatto lo stesso. La proroga al 2020 un risultato minimo, ma alla politica chiediamo adesso che  la discussione non riparta da zero, ma dai punti che sono al centro della mobilitazione delle imprese turistiche italiane per attuare, anche con il sostegno degli europarlamentari, una strategia autorevole nei confronti dellEuropa, che riapra il confronto sulla vertenza balneare.

Occorre rivedere con l'Unione europea il capitolo delle attivit da sottrarre alla Direttiva, tra cui, in primis, le concessioni demaniali, nei confronti delle quali non stata attuata una politica di liberalizzazione, ma di esproprio. Non si parla, infatti, di allargare la base delle imprese, ma di togliere le attivit ad alcuni, per darle ad altri attraverso gare. Ci si ferma a questo, senza prevedere quello che succeder. Inoltre non si tratta di concessione di servizi, ma di concessioni di beni risorsa tuttaltro che scarsa ad imprese che prestano servizi di pubblica utilit, direttamente connessi ad aspetti salutari riguardanti le persone, attivit che si configurano come veri e propri servizi di natura pubblica.

Sostegno alle tesi dei balneatori arrivata da innumerevoli rappresentanze della politica italiana: documenti politici di molti e importanti partiti hanno accolto, prima delle recenti elezioni, le tesi a sostegno della vertenza balneare, chiedendo di riaprire in Ue il confronto sulla Direttiva servizi.

Viste queste premesse, importante che la questione balneare entri a far parte delle priorit dellagenda politica italiana. Ci rivolgiamo, ringraziandoli, a quanti tra senatori, deputati ed eurodeputati si sono impegnati per la nostra causa e a coloro, tra questi, che sono stati chiamati ad assumere importanti ruoli governativi. E proprio a loro, compresi i rappresentanti di regioni, province ed enti locali, chiediamo la riapertura del tavolo di confronto necessario per la tutela e il rilancio di questa economia turistica, fondamentale per il destino economico del nostra nazione e, nel dettaglio, di  15 regioni costiere, tra cui due isole e oltre 600 comuni rivieraschi. Restiamo in attesa, disponibili, come sempre, a fare la nostra parte. 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Maggio 2013 16:47
 

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