Home Comunicati stampa PERTINENZE DEMANIALI. CNA BALNEATORI SI SCHIERA AL FIANCO DEI PICCOLI E MEDI CONCESSIONARI DEMANIALI CHE NON CE LA FANNO PIU' A SOSTENERE CANONI DEMANIALI ECCESSIVAMENTE ONEROSI.

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PERTINENZE DEMANIALI. CNA BALNEATORI SI SCHIERA AL FIANCO DEI PICCOLI E MEDI CONCESSIONARI DEMANIALI CHE NON CE LA FANNO PIU' A SOSTENERE CANONI DEMANIALI ECCESSIVAMENTE ONEROSI. PDF Stampa E-mail
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Giovedì 16 Maggio 2013 09:08

TOMEI, CNA BALNEATORI: "Le imprese balneari che fruiscono di beni pertinenziali sono parte attiva dell'economia nazionale, lavorano, producono, devono poter conseguire un profitto e non devono essere tassate oltre la sostenibilità della contribuzione complessiva."

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ARTICOLO RIPRESO, PER GENTILE CONCESSIONE, DA COMITATO BALNEARI LIGURIA

DI CUI EVIDENZIAMO IL LINK:

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[...]Ieri pomeriggio, 15 maggio, a Pescara, presso la sede regionale della Cna Abruzzo, si è tenuto l'incontro tra Luigi Napolitano ' presidente del Comitato Concessionari Pertinenziali Italiani ' e Cristiano Tomei ' coordinatore nazionale di Cna Balneatori. Oggetto dell'incontro: l'eccessiva onerosità dei canoni pertinenziali, i quali, a causa del moltiplicatore O.M.I., introdotto dalla 'finanziaria 2007', rischiano di far chiudere i battenti ai titolari di concessioni demaniali marittime contenenti opere classificate di 'difficile rimozione', manufatti a suo tempo acquisiti al patrimonio dello Stato. Al termine dell'incontro, Tomei ha dichiarato:
'Dobbiamo analizzare due aspetti:
- il primo riguarda circa 1.000 concessioni demaniali marittime rinnovate automaticamente con legge 88/2001 e prorogate in relazione al Decreto Sviluppo. Tali concessioni, in base al disposto del Codice della Navigazione, articolo 49, dovrebbero essere escluse da qualsiasi procedura di acquisizione delle opere di difficile rimozione prima del definitivo spirare della concessione. Così non è stato;
- il secondo aspetto interessa circa 300 concessioni demaniali marittime che non riescono più a sostenere il canone pertinenziale. Tale canone, dal 2007, in taluni casi è aumentato anche del 1.000%, ossia di 10 volte. Un onere insostenibile, che ha messo in crisi le imprese interessate, indotte a pagarlo per evitare la revoca della concessione e costrette a sospendere , in tutto o in parte, altri pagamenti obbligatori, perché divenuti insostenibili dal punto di vista economico e finanziario. Parliamo di IRAP, di Addizionale regionale, di IRPEF, IVA, contributi INPS, Imposta regionale sul canone. Tributi rispetto ai quali sono stati addebitati fortissimi interessi di mora, soggetti a riscossione coattiva. Si tratta di situazioni intollerabili per piccole e medie imprese che non fruiscano di aiuti di Stato e siano costrette a fare con le proprie forze. Si tratta di situazioni documentabili, rispetto alle quali lo Stato, secondo noi, non può esimersi dall'intervenire.
CNA Balneatori chiede anzitutto un urgente chiarimento in merito al citato art. 49 del codice della navigazione. Era veramente necessario acquisire le opere definite di difficile rimozione' Quante di queste opere sono ora immotivatamente classificate come pertinenze demaniali' Altra istanza per la quale è indispensabile una risposta urgente riguarda la sospensione del moltiplicatore OMI nei casi documentati di obiettiva insostenibilità. Le imprese balneari che fruiscono di beni pertinenziali sono parte attiva dell'economia nazionale, lavorano, producono, devono poter conseguire un profitto e non devono essere tassate oltre la sostenibilità della contribuzione complessiva. Lo Stato non ha nessun interesse a farle chiudere: si tratta di aziende potenzialmente sane, in grado di assicurare reddito, occupazione, gettito fiscale. Le richieste di CNA Balneatori mirano a mantenerle in vita, in attesa dell'indispensabile riordino normativo dei canoni. Ci auguriamo che altrettanto decida di fare lo Stato. Questo ci ha suggerito l'incontro di oggi. Su questo continueremo a lavorare noi prossimi giorni.'

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Maggio 2013 09:31
 

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