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Alluvioni e mareggiate: spiagge distrutte. PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 06 Dicembre 2013 09:37

La stima dei danni in calabria e in abruzzo

  

Fonte: Nta Calabria aricolo di Mc.Condello

fotomareggiata 135x100 Mareggiate in Calabria, strutture balneari distrutte

Il Cna Balneatori Calabria porta a conoscenza di tutta la classe politica che, ancora una volta, ci troviamo con le aziende distrutte.

Il ciclone “Nettuno”, che si è abbattuto sulla costa ionica meridionale, ha devastato tutte le strutture balneari che regolarmente potevano rimanere per l’intero anno  e che, con tanti sforzi, mantenevano un servizio a quei turisti che frequentano la nostra terra nel periodo invernale. In tanti di noi, oggi, si trovano senza nulla.

Siamo consapevoli di essere una categoria che rischia giornalmente la perdita di tutte le attrezzature in poche ore, ma aggiungiamo anche, che, se vengono effettuate delleopere di salvaguardia delle coste tutto questo può essere evitato, ma, ahinoi, la politica pensa solo a fare carte su carte ma alla fine ai balneari chi ci pensa? Emblematico il fatto che, ad oggi, ci sono aziende che non sono state risarcite per i danni subiti dalle mareggiate del 2009.

Siamo forse imprenditori di serie B? Peraltro, dobbiamo evidenziare e condannare che di questa catastrofe, i media nazionali non si sono degnati di dedicare neanche 5 minuti nei loro telegiornali. A questo punto, diciamo a tutti gli enti preposti che siamo pronti a tutto perché non è pensabile spendere soldi per pubblicizzare la Calabria in tutto il mondo e poi, se poi non siamo in grado di mettere in sicurezza l’unico patrimonio che abbiamo, ovvero le spiagge, e non riusciamo a trovare i soldi per salvaguardare la costa.

La nostra categoria è disposta anche ad investire capitali privati per creare, almeno dove ci sono le nostre strutture, delle barriere soffolte a protezione degli stabilimenti balneari che, a sua volta, proteggeranno la spiaggia ed i lungomari esistenti. Oggi, vogliamo gridare in faccia a tutti i politici: “sedetevi ad un tavolo con noi e trovate in tempi brevi una soluzione per autorizzarci a creare delle protezioni a spese nostre per la tutela delle nostre aziende che vuol dire tutelare migliaia di famiglie di lavoratori calabresi”.

Detto questo si invitano tutti gli imprenditori balneari che, purtroppo, hanno subito la devastazione di “Nettuno”, a presentare subito una comunicazione, contenente una quantificazione provvisoria dei danni, da trasmettere a tutti gli enti preposti (Comuni, Prefetture ecc.).

Nei prossimi giorni, il Cna Balneatori organizzerà una riunione sul territorio per programmare con i propri associati la strada da seguire  per richiedere lo stato di calamità naturale da parte di tutti gli enti interessati. Intanto, esprimiamo la massima vicinanza anche alle aziende distrutte che non sono associate al nostro sindacato per i danni subiti e vogliamo ricordare a tutti gli imprenditori che in una situazione così difficile è il momento di stare uniti per essere presi in seria considerazione dalla classe politica calabrese.

 

Fonte: Il Tempo articolo di Franco Avallone

il mare avanza senza nessun ostacolo

Dopo la pioggia uno scenario di guerra: spiagge devastate e sporche. Tomei della Cna: «Bisogna far presto per difendere la nostra costa»

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PESCARA Ormai è una storia che si ripete. In ogni luogo d’Abruzzo. Una sorta di ritornello buono per ogni categoria. Lascia l’amaro in bocca sentir dire, per l’ennesima volta, «noi l’avevamo detto». Non certo profeti di sventura, ma gente ogni giorno sul campo. O meglio, in spiaggia. Insomma, anche i balneatori della Cna, per bocca del loro segretario regionale Cristiano Tomei, non vogliono sottrarsi a questa regola: «Un disastro annunciato». Spiagge devastate dalla furia del mare, arrivato a riva senza difficoltà. Senza ostacoli. «La Regione acceleri i tempi per la realizzazione dei progetti di difesa della costa», chiede il segretario regionale della Fab Cna Balneatori, Cristiano Tomei, che descrive uno scenario di guerra sulle coste abruzzesi, all'indomani delle mareggiate e delle alluvioni che hanno flagellato la regione nei giorni scorsi. «Al momento - afferma - non è ancora possibile quantificare una stima definitiva dei danni arrecati alle spiagge e alle strutture turistiche, ma si tratta di un quadro che già nelle prossime ore apparirà nella sua evidente drammaticità. Attraverso i nostri associati, abbiamo potuto ricostruire una situazione di particolare criticità nella zona di Martinsincuro e Villa Rosa, ma anche, più a sud, a Roseto, Pineto, Silvi, Montesilvano, Pescara, Francavilla, Vasto e San Salvo. Realtà in cui le spiagge sono danneggiate in modo grave». Forse si faceva prima a dire tutta la costa abruzzese. Corrosa, distrutta, mangiata per dirla senza fronzoli.«Quello che si configura - aggiunge Tomei - è un autentico danno al patrimonio del nostro territorio e alla sua economia, di cui le spiagge rappresentano un pezzo decisivo. Paghiamo - accusa - posizioni miopi che negli anni passati, ma anche in quelli recenti, non hanno saputo affrontare il problema nelle sue dimensioni complessive e reali: che sono, certamente, gli interventi sulle spiagge, ma sono, come purtroppo dimostrano le vicende di queste ore, quelli legati ai tanti fiumi e corsi d'acqua che sboccano sull'Adriatico». Bacini lasciati a se stessi, spesso cementificati, che in caso di precipitazioni abbondanti finiscono per diventare la causa principale dei disastri arrecati all'ambiente, alle strutture e alle persone. La Fab Cna Balneatori chiede così alla giunta Chiodi di avviare al più presto i lavori relativi alle azioni di difesa già progettate per la costa. Ma chiede, nello stesso tempo, di mettere in campo un'azione decisa di risanamento ambientale e di manutenzione di fiumi e torrenti abruzzesi, per evitare il ripetersi dei disastri di queste ore.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Dicembre 2013 16:00
 

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