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RIFLESSIONI SUI PUNTI 1 E 2 DELL’ODG VOTATO DALL’ASSEMBLEA NAZIONALE CNA BALNEATORI DI RAVENNA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 23 Aprile 2015 21:03

Articolo pubblicato su comitatobalneariliguria.it che ringraziamo per la gentile concessione.

100_6765Leggiamo i punti 1 e 2 dell’odg votato il 10 aprile scorso dall’assemblea nazionale CNA Balneatori di Ravenna alla luce della nota che, il 13 gennaio 2015, la Commissione europea – Servizio giuridico – ha indirizzato al presidente e ai giudici della Corte di Giustizia UE. Si tratta di un documento per noi inedito, che abbiamo acquisito e valutato in queste ore. Lo pubblichiamo integralmente, per l’interesse e l’importanza che riveste nella questione inerente la domanda pregiudiziale presentata alla Corte di Giustizia dal TAR Lombardia nella causa C-458/14, concernente Promoimpresa s.r.l. e il Consorzio della sponda bresciana del Lago di Garda e del Lago Idro.
Dopo avere argomentato per 17 pagine sulla controversa questione, la Commissione conclude in questi termini:
54. Alla luce delle considerazioni che precedono, la Commissione suggerisce pertanto di rispondere al quesito pregiudiziale formulato dal TAR Lombardia come segue:
“una norma nazionale, come quella controversa nella causa principale, che determini un’automatica proroga ex lege della data di scadenza delle concessioni di beni demaniali, consentendo così ai concessionari esistenti di continuare a sfruttare economicamente tali beni anche dopo la scedenza del termine previsto dalle rispettive concessioni, comporta una violazione dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del mercato interno, nonché, se applicata con riferimento a concessioni di beni demaniali con interesse transfrontaliero certo, dell’art. 49 TFUE”.

Due giorni prima, il 12 gennaio, l’avvocatura di Stato, per conto del Governo italiano,  aveva depositato presso la stessa Corte conclusioni del tutto opposte, che abbiamo già pubblicato, ma che riproponiamo qui per memoria:
“59) Per le motivazioni sopra esposte, si chiede conclusivamente a codesta On. Corte di Giustizia di voler valutare la irricevibilità della domanda pregiudiziale in esame per mancanza del necessario requisito della pertinenza in concreto con la causa instaurata innanzi al giudice remittente.
60) In subordine, si chiede di voler comunque ritenere compatibile con il diritto comunitario la proroga al 2020 delle concessioni marittime lacuali e fluviali in essere, prevista dall’art. l’art. 1, comma 18, del d. l. 30 dicembre 2009, n. 194, convertito con legge del 26 febbraio 2010, n. 25, e successive modificazioni.”

Nessuno sa come deciderà la Corte, ma è certo che il parere della Commissione peserà in senso sfavorevole alla legittimità della proroga al 2020.
Con questa premessa, i punti 1 e 2 dell’odg CNA Balneatori 10 aprile 2015, destinati, nelle intenzioni dell’Assemblea, ad aggiornare la strategia sindacale nei confronti del Governo italiano, assumono una rilevanza ancora maggiore di quella che avevano nel momento in cui furono proposti e votati. Difendere la libertà di impresa dei balneari, affermando e sostenendo, con argomenti giuridicamente fondati, la loro titolarità ad una fruizione di durata infinita – diritto di rilevanza comunitaria ed europea, che non può essere compromesso da una norma sopravvenuta – e la conseguente titolarità delle imprese ad un periodo indefinito di attività che escluda il ricorso a procedure di evidenza pubblica, a noi sembra essere essenziale.
Chiediamo a Cristiano Tomei quali siano le sue valutazioni circa i due punti citati:
“Credo che non ci sia proprio nulla da chiarire, rispetto a quanto già esaurientemente contenuto nei due punti. La stretta relazione che intercorre tra queste due istanze è del tutto evidente, così come è evidente la necessità di sostenerle, alla luce di questo inedito e insidiosissimo parere della Commissione – segnalatoci in questi minuti – e dei pronunciamenti dei TAR. Periodo transitorio e doppio binario sono necessari per assicurare alle imprese balneari un segmento temporale di certezza operativa e – obiettivo per nulla secondario – per consentire il rientro nella trattativa circa la non inerenza della Direttiva servizi nei confronti del settore balneare, sulla base della Direttiva concessioni e degli altri argomenti giuridici già da noi evidenziati. Questo abbiamo votato a Ravenna e questo sosteniamo.”

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Aprile 2015 11:37
 

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