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CNA BALNEATORI: ANDIAMO IN EUROPA PER VINCERE! PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 18 Novembre 2015 12:19

TOMEI, CNA BALNEATORI:  " Anche la Spagna dà ragione alle nostre tesi. Il Tribunale Costituzionale spagnolo, in merito alla Ley de costas ha riconosciuto alle concessioni demaniali di quello stato la qualifica di beni. E' questo un aspetto di notevole rilevanza che da forza alle tesi sindacali da sempre sostenute da CNA Balneatori e a quelle giuridiche che il nostro pool di avvocati ( Roberto Righi ed Ettore Nesi ) evidenzierà nella memoria aggiuntiva per la Corte di Giustizia europea, la cui udienza - come è noto - è fissata per il prossimo 3 dicembre." 

 

locandinarighi nesi tomei

 SU QUESTI PUNTI LOTTEREMO IN EUROPA!

 

1.- il comparto balneare italiano è estraneo alla direttiva servizi e alla direttiva concessioni, fatto, quest’ultimo, già accertato;

2.- gli stabilimenti balneari non sono concessioni di servizi, ma unicamente concessioni di beni, per nulla scarsi, che consentono di attuare una politica di apertura alla concorrenza su un numero di nuove concessioni almeno pari a quelle del comparto esistente, senza distruggere, attraverso il ricorso ad aste ed evidenze pubbliche, il sistema attualmente in attività, socialmente ed economicamente integrato nell’economia turistica delle regioni costiere italiane.

Pubblichiamo la riflessione giuridica dell'Avvocato Ettore Nesi inviata al Presidente nazionale di CNA Balneatori Cristiano Tomei in merito alla sentenza del 13 novmenre 2015 del Tribunale costituzionale del Regno di Spagna:

Egr. Dott.
Cristiano Tomei
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e p.c.

Chiar.mo Avv.

Roberto Righi

 

Oggetto: TRIBUNALE COSTITUZIONALE DEL REGNO DI SPAGNA - SENTENZA DEL 13 NOVEMBRE 2015 (ns. rif. 476)

 

Caro Cristiano,

ti accludo la recentissima decisione del 13 novembre 2015 con il quale il Tribunal Constitucional del Regno di Spagna ha ritenuto infondate, in relazione alla Direttiva Servizi, le questioni di costituzionalità della Ley de Costas nella parte in cui concede una "proroga de extraordinaria" ai concessionari di beni demaniali marittimi.

Le argomentazioni dipanate dal Tribunal Constitucional sono in larga parte sovrapponibili a quelle illustrate nella memoria versata in atti da Promoimpresa nel giudizio di rinvio pregiudiziale davanti alla Corte Giustizia U.E.

Osserva infatti il Tribunal Constitucional che le concessioni demaniali marittime si configurano come «un título de ocupación del dominio público, no como medida de intervención en garantía de leyes sectoriales que recaigan sobre la actividad».

Ed ancora, osserva il Tribunal Constitucional: «será pues esta legislación sectorial la que discipline las actividades empresariales de las que la concesión demanial resulta ser únicamente el soporte físico y, señaladamente, la legislación "ordenada a la defensa de la libertad de competencia, mediante la prevención y, en su caso, la represión de las situaciones que constituyen obstáculos creados por decisiones empresariales para el desarrollo de la competencia en el mercado" (STC 108/2014, de 26 de junio, FJ 3, y las allí citadas)».

Analogamente, nella memoria per Promoimpresa, è stato osservato che: «nel caso di affidamento di beni pubblici (demaniali o patrimoniali) non si ha una concessione di un bene produttivo, ma l’affidamento, equiparabile ad una locazione di diritto comune, di un bene pubblico, il quale assurge ad ambito spaziale dell'attività del concessionario.Nell'ipotesi di concessioni di beni demaniali in senso stretto la destinazione produttiva del bene non inerisce il bene stesso, ma scaturisce dall'impresa che vi insedia il privato concessionario. L'area demaniale potrebbe essere ad esempio destinata ad attività turistico-ricreative (stabilimenti balneari, ristoranti etc.) o a attività industriali, ma ognuna delle suddette utilizzazioni particolari potrebbe essere ritenuta dall'Autorità demaniale convergente con l'interesse pubblico generale».

Le similitudini tra le difese spiegate nel giudizio davanti alla Corte di Giustizia e le argomentazioni illustrate dal Tribunal Constitucional non finiscono qui.

Nella sentenza del Tribunal Constitucional si legge «la más reciente Directiva 2014/23/UE, del Parlamento Europeo y del Consejo, de 26 de febrero de 2014, relativa a la adjudicación de contratos de concesión, cuyo objetivo es precisamente el de "instaurar un marco jurídico adecuado, equilibrado y flexible en el ámbito de la adjudicación de concesiones que garantice a todos los operadores económicos de la Unión un acceso efectivo y no discriminatorio al mercado y que afiance la seguridad jurídica, favoreciendo así la inversión pública en infraestructuras y servicios estratégicos para el ciudadano", no incluye en su ámbito aquellos "acuerdos cuyo objeto es el derecho de un operador económico a explotar determinados parajes o recursos de carácter público, con arreglo al Derecho privado o público, como es el caso de terrenos o cualquier propiedad pública, especialmente en el sector de los puertos marítimos e interiores o aeroportuario, en los que el Estado, poder adjudicador o entidad adjudicadora establece únicamente sus condiciones generales de utilización, sin contratar obras o servicios específicos" (considerandos núms. 1 y 15)».

Così pure nella memoria per Promoimpresa è stato osservato: «con Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, n. 23, relativa all’aggiudicazione dei contratti di concessione, è stata ulteriormente chiarita la specificità dell’affidamento di beni demaniali, essendosi osservato al 15° Considerando che «taluni accordi aventi per oggetto il diritto di un operatore economico di gestire determinati beni o risorse del demanio pubblico, in regime di diritto privato o pubblico, quali terreni o qualsiasi proprietà pubblica, in particolare nel settore dei porti marittimi o interni o degli aeroporti, mediante i quali lo Stato oppure l'amministrazione aggiudicatrice o l'ente aggiudicatore fissa unicamente le condizioni generali d'uso senza acquisire lavori o servizi specifici, non dovrebbero configurarsi come concessioni ai sensi della presente direttiva. Ciò vale di norma per i contratti di locazione di beni o terreni di natura pubblica che generalmente contengono i termini che regolano la presa di possesso da parte del conduttore, la destinazione d'uso del bene immobile, gli obblighi del locatore e del conduttore per quanto riguarda la manutenzione del bene immobile, la durata della locazione e la restituzione del possesso del bene immobile al locatore, il canone e le spese accessorie a carico del conduttore».

Per il diritto comunitario, l'affidamento di un bene pubblico non va quindi confuso con l'affidamento di servizi. È il concessionario che stabilisce quale attività intenderà svolgere utilizzando un bene pubblico e ciò indipendentemente dal fatto che il bene ricada nel demanio o nel patrimonio (indisponibile o disponibile) dello Stato o di altri Enti pubblici».

Anche se la decisione del Tribunal Constitucional ha effetti limitati all'ordinamento giuridico spagnolo, nondimeno dalla stessa emergono principi giuridici informativi dell'ordinamento europeo, il quale del resto scaturisce dal coacervo degli ordinamenti nazionali, a loro volta maturati muovendo dal comune substrato della tradizione giuridica romana e di quella illuminista del XVIII secolo.

Dobbiamo insomma confidare nella capacità dei Giudici europei di cogliere il rilievo comunitario della koinè giuridica in cui ci muoviamo.

Cari saluti,

Ettore


 
STUDIO LEGALE ASSOCIATO PAOLINI & NESI
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Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Novembre 2015 12:04
 

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